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Cenni sulla venuta degli Albanesi in Italia
La venuta degli Albanesi in Italia, che
ha inizio alla metà XV secolo e si conclude nel 1744
con la fondazione di Villa Badessa (Pe), è dovuta
soprattutto all’incursione dei Turchi nella penisola
balcanica, ma è altresì favorita dagli stretti
rapporti commerciali e militari, che legavano
l’Albania all’Italia già nei secoli precedenti.
Prima dell’invasione ottomana, infatti, frequenti
erano le migrazioni verso i territori della Serenissima.
Le colonie, fondate a seguito
dell’avvento dei Turchi, si stanziano nel sud Italia,
principalmente in Puglia, Calabria e Sicilia, e in quei
territori che Skanderbeg aveva ricevuto dagli Aragona in
cambio dell’aiuto militare prestato per sedare i
tumulti dei baroni locali.
In linea generale, si può affermare che, nonostante
sporadici passaggi di gruppi di albanesi in Italia sin
dal XIII sec., è solo con la morte di Skanderbeg (1468)
che si può parlare di veri e propri insediamenti di
profughi in Italia.
La venuta degli Albanesi rappresenta per
queste zone un momento di ripresa e di nuovo sviluppo;
si trattava, infatti, di luoghi che vivevano un periodo
di decadenza economica e sociale, alle quali era
connesso un calo demografico dovuto anche a cause
naturali, quali epidemie e terremoti.
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